Il genere Crinum, compreso nella grande famiglia Amaryllidaceae, comprende più di 130 specie diffuse nelle regioni tropicali e sub-tropicali, una settantina delle quali provenienti dall'Africa (21 dal solo Sudafrica), le altre dall'Asia. Solo un numero ristretto di esse è composto di piante acquatiche e palustri, comprendendo, le altre, molte specie terrestri, di frequente coltivate per scopi ornamentali. Caratteristica di queste piante è quella di possedere uno sviluppato apparato radicale, spesso composto di bulbi o rizomi. I primi possono essere considerati un efficace adattamento, che permette a questi vegetali di superare indenni eventuali periodi di siccità, e quindi di riduzione o scomparsa degli ambienti acquatici. In natura C. natans vive nei ruscelli e nei fiumi a corrente rapida che scorrono all'interno della foresta pluviale africana, nella parte occidentale del continente (dalla Guinea alla Repubblica Democratica del Congo). Questa pianta è provvista di un voluminoso bulbo e di uno sviluppato apparato radicale. Le sue foglie, peraltro, lunghe più di un metro, nastriformi, coriacee e a crescita lenta, nei biotopi naturali si dispongono sulla superficie dell'acqua, seguendo i flusso della corrente. Una condizione questa, che dovrebbe quanto più possibile essere riprodotta anche in acquario e che limita non poco l'utilizzo di questa bella pianta in vasche "casalinghe". Relativamente  poco  esigente  si dimostra,  invece,

riguardo alle condizioni dell'acqua, crescendo bene a durezza bassa o media (tollerata anche una limitata presenza di sali) e pH acido o neutro (6-7), a temperature anche elevate (25-30° C), con luce media o intensa. In natura si riproduce sessualmente tramite vistose infiorescenze di colore bianco, che emergono dalla superficie dell'acqua; in acquario è più comune quella vegetativa tramite bulbilli.
Un accorgimento importante, quando la si mette a dimora, è quello di non ricoprire completamente il bulbo con la sabbia di fondo. Lasciandone scoperto almeno la metà, si prevengono,  infatti,  fenomeni  di  putrescenza dello stesso.